Il FAI ha messo a punto un progetto per la riqualificazione e gestione dei pascoli e delle aree forestali, e per il restauro e l’adeguamento funzionale degli edifici della Malga Fontana Secca – alloggio del malgaro, casera, stalla.

Oltre a ospitare le tradizionali attività dell’alpeggio – allevamento stagionale di bovini e produzione casearia – la malga potrà diventare un importante punto di sosta lungo il tracciato dell’Alta Via degli Eroi, offrendo servizi essenziali di accoglienza e pernottamento a bivacco. L’intervento sugli edifici è volto alla conservazione degli elementi tipologici e architettonici della tradizione rurale, con il minor impatto possibile sui fabbricati esistenti; l’autosufficienza energetica della struttura sarà garantita dall’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

L’intervento sugli edifici ha l’obiettivo di conservare gli elementi tipologici e architettonici della tradizione rurale e integrare le parti irrimediabilmente perse dei corpi di fabbrica, a oggi in stato di rudere, con materiali e forme che rispettino i caratteri originali. I fabbricati saranno dotati di tutte le attrezzature e gli impianti necessari per la produzione casearia e per il personale, che saranno installati con il minimo impatto possibile sulle strutture esistenti.

Nei prossimi mesi si interverrà sull’alloggio del malgaro, che ospiterà un piccolo punto di accoglienza oltre all’abitazione del pastore, per poi proseguire nelle estati successive sulla casera, in cui saranno ospitate le attività legate alla produzione e alla vendita dei formaggi, e su stallone e pendana, le cui strutture sono oggi andate in gran parte perdute e che saranno parzialmente ricostruite con gli stessi materiali originali ancora disponibili, per ospitare spazi di accoglienza e di valorizzazione e un ricovero di emergenza per le mandrie.

Per poter realizzare il progetto di riavvio della produzione casearia tipica di queste zone, il FAI si propone di garantire le necessarie risorse idriche recuperando e valorizzando le soluzioni del passato, ovvero potenziando le pose attive, ripristinando quelle asciutte e integrandole con altri sistemi, come il recupero delle acque meteoriche dalle coperture. In ogni area utilizzata per il pascolo degli animali sarà garantita l’acqua necessaria attraverso l’accesso alle pose, il recupero delle pose asciutte e l’utilizzo di abbeveratoi mobili, sistemati in punti opportuni lungo i percorsi di mungitura. È previsto a questo scopo il recupero della pista esistente, localizzando i punti di abbeverata e di mungitura.

Nel 2017 sono stati eseguiti i primi interventi di messa in sicurezza dei fabbricati e sgombero dei rifiuti. Quest’anno, grazie al contributo del Piano di Sviluppo Rurale del Veneto 2014-2020, saranno eseguiti lavori sulla strada forestale di accesso alla malga per consentire il transito dei trasporti in sicurezza. Il progetto, condiviso con i Comuni di Quero Vas e di Alano del Piave e con l’Unione Montana Feltrina, include l’adeguamento del fondo stradale e delle opere per la regimentazione delle acque e la riduzione delle pendenze di alcuni tratti.

Il progetto prevede inoltre il recupero del sentiero sul crinale del Monte Fontana Secca, allo scopo di creare un percorso escursionistico con vista sulle Dolomiti, sul Piave e sulla pianura veneta fino a Venezia: una mulattiera panoramica, lungo la quale si aprono grotte e trincee scavate dagli eserciti italiano e austriaco, ancora piene di macerie, da cui spuntano ferraglie e resti di armi.

Il progetto di valorizzazione

Accanto al cantiere di restauro, il FAI ha già aperto un “cantiere della conoscenza” funzionale al progetto di valorizzazione della malga. Questo luogo diverrà infatti, oltre che meta di passeggiate nella natura e alla scoperta del paesaggio tipico e tradizionale dell’alpe sul Massiccio del Grappa, sede di un racconto dedicato alla storia che qui ha avuto una pagina significativa e drammatica nel 1917-1918, al culmine della Grande Guerra.

Primo obiettivo: costruire un patrimonio di conoscenza originale e aggiornato sulle vicende storiche di quegli anni, sul Grappa, a Quero e in particolare a Monte Fontana Secca. Il FAI ha avviato a questo scopo un accordo di collaborazione con l’Università degli Studi di Padova affidato alla direzione scientifica del Professor Marco Mondini, docente di Storia Militare. A sostegno della ricerca sono state erogate nel 2018 due borse di studio a giovani studiosi che si sono dedicati alla ricerca archivistica – in particolare presso l’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, l’Archivio dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio e l’Archivio di Stato Austriaco (Kriegsarchiv) – e alla raccolta di materiale documentario, scritto, orale e iconografico, volta a ricostruire l’occupazione austriaca del territorio di Quero, l’impatto di questa sulla popolazione civile e le varie fasi della battaglia di Monte Fontana Secca (22 novembre 1917, come le recenti ricerche hanno precisato), che fu uno tra i più duri scontri tra eserciti italiano e austriaco e che lasciò sul campo centinaia di caduti; quattro ulteriori borse di studio sono in corso per il 2019, finalizzate alla ricognizione e mappatura delle emergenze belliche nel sito di Fontana Secca, con schedatura dei reperti e realizzazione di un rilievo tridimensionale a laser scanner delle trincee conservate. Il lavoro di ricerca scientifica così avviato, che intende proseguire con particolare attenzione alla raccolta di documentazione inedita proveniente dalle memorie private e locali, confluirà infine in una pubblicazione monografica, oltre che in materiale informativo a disposizione del pubblico della malga, e in eventuali futuri eventi o incontri pubblici dedicati a raccontare e ad approfondire la storia di questo territorio.

Grazie a un finanziamento erogato dal Mibac, inoltre, sarà possibile riversare e organizzare le informazioni raccolte su una piattaforma digitale a disposizione del pubblico, che potrà così visualizzare virtualmente il paesaggio storico ricostruito nei diversi momenti della guerra, di cui questo luogo è stato fisicamente teatro, con le linee del fronte, i movimenti degli eserciti e gli apprestamenti bellici conservati e documentati, a cominciare dalle trincee.

La documentazione analiticamente raccolta e organizzata sarà fondamentale anche ai fini della tutela delle emergenze belliche rimaste sul terreno di Monte Fontana Secca, che, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Veneto, saranno restaurate e conservate, consolidate ove necessario e liberate dalle macerie ove possibile, perché siano visibili e visitabili, così da offrire al pubblico un percorso di fruizione inedito, dedicato non solo al paesaggio naturale e rurale, ma anche storico, della malga a Monte Fontana Secca.


Grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l’assegnazione di un contributo per la ricerca storica e la valorizzazione del patrimonio di testimonianze della Prima Guerra Mondiale nell’area del Monte Fontana Secca.

Il FAI ringrazia Moncler, vicina alla Fondazione dal 2014, che con il suo prezioso sostegno ha consentito l’avvio dei primi lavori per la messa in sicurezza del sito. Un primo tassello per restituire un pezzo di storia del nostro Paese alla collettività.

Grazie alla Regione Veneto per l’assegnazione del contributo del Piano di Sviluppo Rurale del Veneto 2014-2020 – Misura 4.3.1 per il progetto di Adeguamento della viabilità silvopastorale esistente tra bivio Cinespa e Malga Fontana Secca nei comuni di Alano di Piave e Quero Vas (BL).

Grazie inoltre al Gruppo “55° Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola Militare Alpina di Aosta” per il contributo dato a favore dell’allestimento del piccolo museo di memorie condivise di Fontana Secca.


Dal comunicato stampa del FAI del 21 giugno 2019