Da sempre punto di contatto tra la Valbelluna e la Marca Trevigiana, grazie alla posizione strategica, il Castello di Quero ha avuto in passato funzioni di baluardo difensivo e da punto di controllo del traffico fluviale sul Piave.
Situato sulla sponda destra del fiume, nella frazione di Santa Maria, venne edificato nel 1376 per volontà del Capitano Generale della Repubblica di Venezia, Jacopo Cavalli, al posto di un antico e fatiscente fortino. Il castello è dotato di due torri e presenta un arco sotto il quale passa la vecchia strada feltrina. In passato era dotato di porte e di un ponte levatoio. Una lunga catena tesa fra le torri serviva a gestire il passaggio delle zattere sul fiume per il controllo delle merci.
Tra i tenutari più noti spicca Girolamo Miani, che nel 1511 si distinse per la difesa del maniero e venne fatto prigioniero dalle armate austriache. La leggenda narra che Miani fu liberato per intercessione miracolosa della Madonna. A seguito di questo evento si diede alla vita religiosa e fondò l’ordine dei Padri Somaschi.
Dopo il bombardamento del 1917, il castello venne acquistato nel dopoguerra dai Padri Somaschi che tutt’ora lo gestiscono come Casa di preghiera e Centro religioso.
Il Castello è facilmente raggiungibile percorrendo la strada Feltrina in direzione di Feltre, si tiene la destra subito dopo la stazione ferroviaria Quero-Vas.


La foto nell’articolo è di Settimo Rizzotto.