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Alano, ultimo paese del bellunese sul limitare della pianura trevigiana,  si trova in una  conca situata tra le falde orientali del Monte Grappa e la sponda del Fiume Piave che qui inizia a scorrere più lento e tranquillo. Alano, con le frazioni di Campo, Colmirano e Fener, si trova a circa 300 m.s.l.m.. Le origini del comune sono incerte; quel che è sicuro è che vi dovevano essere degli insediamenti nella zona già in età romana: lo confermerebbe il ritrovamento di un miliario romano a Fener.  A partire dal X-XI secolo, le notizie sulla comunità s’infittiscono: la confusione presente nelle carte del tempo è la chiara conseguenza del continuo succedersi di governi diversi nel controllo di Alano e dei territori limitrofi, costantemente contesi tra i vari signori di Feltre e Treviso. Tuttavia gli Alanesi non subirono soltanto i tristi effetti di queste lotte: dovettero sopportare infatti i combattimenti – che si trascinarono fino agli inizi del ‘500, al tempo della guerra di Cambrai – per il possesso della trecentesca fortezza di Castelnuovo, dalla quale si dominavano le vie stradale e fluviale. Ciò nonostante la gente del posto, dedita per lo più alla pastorizia dato lo scarso reddito che derivava dall’agricoltura, assai difficile in un territorio così vario e poco pianeggiante, attraversò per tre secoli a partire dai primi decenni del ‘500 dei periodi tranquilli e fiorenti; si specializzò sempre più in fruttuose attività artigianali quali la lavorazione della lana e del ferro e la produzione di calce. La vicinanza del Piave fece di Fener un discreto centro di commerci.
I drammatici avvenimenti che durante il primo conflitto mondiale si svolsero nella conca di Alano  ne devastarono letteralmente il territorio. Gli Alanesi guardarono così all’Europa e alle Americhe, verso cui emigrarono numerosi come avevano fatto le generazioni precedenti tra l”800 e il ‘900.  Non meno tragici furono gli anni del secondo conflitto mondiale, seguito anch’esso da un cospicuo flusso migratorio diretto verso il Belgio, la Germania e la Francia.  Dopo gli anni ’60 il paese ha vissuto un periodo di forte sviluppo delle attività artigianali ed industriali fino alla crisi internazionale che ha colpito anche l’economia locale. Lo spirito imprenditoriale dei cittadini non è andato perduto e nuove riflessioni e attività stanno dando vita a nuove esperienze anche imprenditoriali. Recentemente, lungo il torrente Calcino, sono affiorati sedimenti che raccontano gli eventi climatici del nostro pianeta di 41 milioni di anni fa. Nel novembre 2013 il luogo è stato riconosciuto come “Geosito”, luogo di interesse mondiale per studiosi e appassionati.

Figure da ricordare. Egidio Forcellini,  lessicografo, latinista nato ad Alano nel 1688, autore di un grande lessico di lingua latina il “ LEXICON  TOTIUS  LATINITATIS “, opera a cui è legata la sua fama.  Egidio Forcellini è sepolto nella chiesa di Campo di Alano di Piave. Antonio Nani (1803-1870), incisore che progettò il campanile della chiesa di Alano e ritrasse 120 dogi veneziani. Teodoro Licini (1912-1978), pittore che ha affrescato il soffitto della chiesa parrocchiale di Quero dopo la ricostruzione e che ha realizzato opere in Veneto, in Friuli e a Roma nel Tempio del Buon Pastore.

Alano ha dato i natali anche ad Antonio Terenzi, importante fumettista italiano recentemente scomparso, ideatore di Pedrito el Drito e di molti altri personaggi a fumetti.

La Grande Guerra ad Alano di Piave

La Prima Guerra Mondiale e in particolare gli eventi del 1917-18, dopo la ritirata di Caporetto con l’esercito italiano che si attesta nelle posizioni difensive lungo il Piave, sul Montello, sul Grappa, rappresentano il più drammatico avvenimento della storia di Alano. Dal novembre 1917 fino alla fine  del conflitto, tutto il territorio del comune di Alano si trasformò in un immenso campo di battaglia dove arrivarono a fronteggiarsi quattro eserciti: italiano e francese da una parte e austro-ungarico e tedesco dall’altra. La popolazione fu costretta a lasciare il paese. Sulle montagne alanesi, in particolare Monfenera, Monte Tomba, Col dell’Orso, Solaroli e Valderoa sono state combattute tre grandi e sanguinose battaglie e sono caduti decine di migliaia  di combattenti di numerose nazionalità europee. Il territorio ne uscì completamente distrutto, sulle montagne ove prima pascolavano vacche e pecore, alla fine del conflitto si trovavano gallerie, trincee,  crateri di esplosioni, proiettili inesplosi, morti… Alano viene chiamata “Conca delle medaglie d’oro” per le 15 medaglie d’oro, 136 d’argento,  270 di bronzo assegnate per meriti acquisiti durante la Prima Guerra Mondiale.
Degno di essere ricordato  fu  il passaggio a Campo e sulle montagne di Alano del Tenente tedesco Erwin Rommel, con le sue truppe. Il percorso seguito dal tenente viene chiamato  “Sentiero Rommel”.